Festival 2018 / Le Marchisio, due sorelle per Rossini

LE MARCHISIO, DUE SORELLE PER ROSSINI

Teatro della Grancia

Venerdì 17 agosto 2018, ore 19.00

 

Soprano Silvia Dalla Benetta

Mezzosoprano Antonella Colaianni

Pianoforte Michele D'Elia

 

 

Gioachino Rossini

Petite Messe Solennelle

"Qui tollis"

 

Gioachino Rossini

L'italiana in Algeri

"Cruda sorte"

 

Gaetano Donizetti

Anna Bolena

"Piangete voi?... Al dolce guidami"

 

Gaetano Donizetti

Lucrezia Borgia

"Il segreto per esser felici"

 

Gioachino Rossini

Péchés de vieillesse, Vol. I

Le gittane

 

Gioachino Rossini

Semiramide

"Bel raggio lusinghier"

 

Gioachino Rossini

Tancredi

"O patria... Di tanti palpiti"

 

Gioachino Rossini

Moïse et Pharaon

"Ah, d'une tendre mère"

 

Gioachino Rossini

Péchés de vieillesse, Vol. IX

Marche et Réminiscences pour mon dernier voyage

 

Vincenzo Bellini

Norma

"Mira, o Norma... Sì fino all'ore estreme"

 

 

Carlotta e Barbara Marchisio, torinesi, furono tra le cantanti preferite da Gioachino Rossini, che per le loro voci concepì le parti solistiche femminili della Petite Messe Solennelle. Barbara e Carlotta costituirono una coppia formidabile sul palcoscenico, interpretando insieme Norma, Matilde di Shabran, Il trovatore, La forza del destino e tante altre opere. Il loro cavallo di battaglia fu però Semiramide, titolo che rimase in repertorio fino a quando le due sorelle lo cantarono. Alla Scala, nel 1858, collezionarono 33 recite del capolavoro rossiniano; la Gazzetta dei Teatri scrisse: "Carlotta e Barbara Marchisio non sono meno celebri, meno sublimi, meno immortali d'una Pasta, d'una Grisi, d'una Persiani, d'una Malibran ecc., e sentite nella Semiramide fanno obbliare il passato con tutte le sue glorie e per soprammercato si fanno proclamare Une, Perfette, Inimitabili!". Quando nel 1860 si recarono a Parigi, per cantare ovviamente Semiramide, conobbero personalmente Rossini, del quale divennero grandi amiche. Quasi ogni settimana, il sabato, pranzavano con lui e Olympe Pélissier nella villa di Passy, residenza del compositore e della sua consorte. A dimostrazione della stima e dell'affetto che Rossini nutriva per loro, ricevettero in dono un spartito del Guillaume Tell con questa dedica: "Alle mie dilette amiche ed incomparabili interpreti, Carlotta e Barbara Marchisio, posseditrici di quel cantare che nell'anima si sente". Carlotta morì di parto nel 1872, quando aveva soltanto 36 anni. Barbara scomparve molti anni dopo, nel 1919 e fece in tempo a cantare lo Stabat Mater nel Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio in occasione della traslazione del feretro di Rossini da Parigi a Firenze.
A rievocare le figure di queste eccezionali primedonne rossiniane sono, nel concerto inaugurale della quinta edizione del Festival, il soprano Silvia Dalla Benetta e il mezzosoprano Antonella Colaianni, due fra le più apprezzate belcantiste dei nostri giorni. Al pianoforte Michele D’Elia, presenza ormai consueta ed applaudita al Teatro della Grancia.