Festival 2017 / Le muse di Verdi: Giuseppina Strepponi

LE MUSE DI VERDI: GIUSEPPINA STREPPONI

Teatro della Grancia

Venerdì 18 agosto 2017, ore 19.00

 

Soprano Silvia Dalla Benetta

Baritono Leon Kim

Pianoforte Michele D'Elia

 

 

Gaetano Donizetti
Anna Bolena
"Piangete voi?… Al dolce guidami"

Giuseppe Verdi
Stiffelio
"Ei fugge!… Lina, pensai che un angelo… Oh gioia inesprimibile"

Giuseppe Verdi
Oberto, conte di San Bonifacio
"Ah sgombro è il loco alfin!… Sotto il paterno tetto… Oh potessi nel mio core"

Giuseppe Verdi
Macbeth
"Perfidi! All'anglo contro me v'unite!... Pietà, rispetto, onore"

Giuseppe Verdi
Nabucco
"Ben io t’invenni… Anch’io dischiuso un giorno… Salgo già del trono aurato"

Giuseppe Verdi
I masnadieri
"Vecchio! spiccai da te… La sua lampada vitale… Tremate, o miseri"

Giuseppe Verdi
Ernani
"Surta è la notte… Ernani!… Ernani, involami… Tutto sprezzo, che d’Ernani"

Gaetano Donizetti
Lucia di Lammermoor
"Appressati, Lucia… Il pallor funesto, orrendo… Soffriva nel pianto… Se tradirmi tu potrai
"

 

Immaginare la vita e la carriera di Giuseppe Verdi senza Giuseppina Strepponi è praticamente impossibile. La celebre cantante fu all’inizio applaudita interprete di alcune sue opere (Oberto conte di San Bonifacio, Nabucco, Ernani), poi amante appassionata e quindi compagna affettuosissima, consigliera, collaboratrice, estimatrice. “E tu non hai ancora scritto niente? Vedi? Non hai la tua povera noiosa in un angolo della stanza, rannicchiata su una poltrona che ti dica questo è bello, Mago - questo no - Fermati - ripeti: questo è originale”, scriveva la Strepponi a Verdi nel 1853, testimoniando un rapporto strettissimo sia sul piano umano che artistico. Un sodalizio che durò più di mezzo secolo, non scalfito neppure da alcune ombre che peraltro vi furono: il travagliato passato della Strepponi con i figli illegittimi abbandonati a Firenze e, soprattutto, la passione di Verdi per Teresa Stolz, che tanto dolore causò alla Peppina. Poche ore prima della sua morte, avvenuta nella villa di Sant’Agata, Verdi le portò una violetta, il fiore del loro amore, raccolta nel giardino e la invitò a sentirne il profumo. Lei si scusò con il suo Mago: “Grazie. Ma non sento nulla perché sono un po’ raffreddata…”.
A rievocare la figura di primadonna di Giuseppina Strepponi sono, nel concerto inaugurale della quarta edizione di Solo Belcanto, il soprano Silvia Dalla Benetta, artista “in residence” del Festival, e il pianista Michele D’Elia, già applauditissimi lo scorso anno al Teatro della Grancia nel loro recital dedicato alla senese Marietta Piccolomini. Con loro il coreano Leon Kim, uno dei baritoni più interessanti delle nuove generazioni.