Festival 2017 / Voci delle terre di Siena: Giulio Neri

VOCI DELLE TERRE DI SIENA: GIULIO NERI

Teatro della Grancia

Sabato 19 agosto 2017, ore 19.00

 

Basso Giacomo Prestia

Mezzosoprano Giada Frasconi

Pianoforte Michele D'Elia

 

 

Gioachino Rossini
Il barbiere di Siviglia
“Una voce poco fa”

 

Gioachino Rossini
Il barbiere di Siviglia
“La calunnia è un venticello”

Giuseppe Verdi
Simon Boccanegra
“A te l’estremo addio… Il lacerato spirito”

 

Gioachino Rossini
L'italiana in Algeri
“Amici, in ogni evento... Pensa alla patria”


Giuseppe Verdi
I vespri siciliani
“O patria… O tu Palermo”

 

Giuseppe Verdi
Don Carlo
“O don fatale”


Giuseppe Verdi
Don Carlo
“Ella giammai m’amò”


Arrigo Boito
Mefistofele
“Son lo spirito che nega”

Amilcare Ponchielli
La Gioconda
“Qui chiamata m’avete?… Bella così, Madonna”

 

 

Nato nel 1909 a Torrita di Siena, a venti chilometri da Montisi, Giulio Neri è una leggenda della lirica italiana del Novecento. La sua voce di basso profondo toccava il Do1 ed era particolarmente adatta, per la tinta scura e l’impressionante volume, ad incarnare figure demoniache o sacerdotali. Nelle parti verdiane fu interprete di riferimento di Sparafucile nel Rigoletto, del Padre Guardiano nella Forza del destino, di Ramfis nell’Aida e, soprattutto, del Grande Inquisitore nel Don Carlo, la sua creazione più impressionante. Ma in realtà ebbe un repertorio molto ampio che spaziava dalle opere di Monteverdi a quelle dei compositori del primo Novecento. In anni in cui le opere di Wagner si rappresentavano ancora in lingua italiana fu Hans Sachs nei Maestri cantori di Norimberga, Fafner nell’Oro del Reno, Hunding e Wotan nella Valchiria, Hagen nel Crepuscolo degli Dei, Re Enrico nel Lohengrin e Re Marke nel Tristano e Isotta. Ebbe anche una notorietà cinematografica, partecipando a diversi film d’opera; esilarante la sua apparizione in Mi permette babbo?, nel quale, interpretando se stesso, mette alla porta del camerino all’Opera di Roma l’aspirante cantante lirico Alberto Sordi.
Vocalità oggi rarissima, quella del basso profondo trova nel toscano Giacomo Prestia una delle realtà più interessanti dei nostri giorni. Insieme a lui il pianista Michele D'Elia e il giovane mezzosoprano umbro Giada Frasconi dell’Accademia del Maggio Musicale Fiorentino.